sabato 26 maggio 2012

TERZO TEMPO - Sport, educazione, legalità.


“Qualunque sport si pone come obiettivo la crescita armonica non solo del fisico, ma anche della personalità dell’individuo, della sua sfera emotiva e sociale”. Praticare uno sport offre l’opportunità di socializzare con altri, insegna a ‘lavorare’ insieme per un progetto comune e a rispettare le regole del gioco. Ma insegna anche ad aver rispetto per sé stessi e per gli altri, non sentirsi invincibili di fronte ai compagni solo perché si riesce bene nella pratica sportiva e a non sentirsi degli sconfitti solo perché si è più lenti degli altri”.


Il palazzetto dello Sport , lo stadio, la partita di calcio, diventano occasioni di aggregazione ed incontro e nelle quali diventa importante essere presenti con un messaggio volto a promuovere appunto la cultura della legalità, della competizione leale, dei valori , della tolleranza.
Oggi si apprende che  una delle tante attrezzature sportive del paese, ancora non collaudata e perciò non in uso, pertanto abbandonata al degrado, è stata sfregiata dall’ ennesimo atto vandalico. Racalmuto è piena di infrastrutture sportive e di svago regolarmente abbandonate e devastate dal vandalismo. Forse i giovani racalmutesi non essendo stati educati allo sport ed abbandonati a se stessi non avvertono quel sentimento di rispetto verso quelle strutture anche  esse abbandonate a se stesse. Una struttura sportiva dove non si pratica lo Sport è un qualche cosa privato dall’anima. Appunto un'  anima morta. Un' infrastruttura abbandonata, che non è usata per il fine per cui è stata realizzata, è un' opera dissacrata. Moravia: “tutto ciò che è dissacrato automaticamente viene violentato”. Pertanto quando c’è una caduta dei valori tutto è in pericolo, financo la vita stessa è in pericolo quando questa è stata dissacrata. Ed allora è colpa dei giovani se non praticano lo Sport? E’ colpa dei giovani se sfogano la loro apatia e lo stato di abbandono con il vandalismo? O dobbiamo adoperarci per educali allo sport alle regole ed affinché possano capire che c’è lo sport e ci può essere anche un  “Terzo Tempo”  fatto di regole e di  legalità.
Rivolgendomi all’amico Gaetano Savatteri, per la sensibilità che lo contraddistingue e per l’affettuosa attenzione che ha sempre riservato al paese di Racalmuto, gli prospetto l’idea di poter affidare la gestione delle strutture sportive ad una associazione al fine di preservarle dall’abbandono e dall’incuria e con il compito di promuovere lo sport di qualsiasi disciplina.
L’attuale abbandono delle strutture sportive può avere due spiegazioni, o per semplice negligenza o un’ incuria voluta al fine di sfasciarli per poi ricostruirli con nuovi appalti. La seconda ipotesi mi fa venire in mente l’aneddoto del Mastro Muratore Racalmutese ,mezza cazzola, una buona forchetta e buon bevitore di vino, che si arrangiava a fare piccoli lavori in famiglie benestanti. Questi quando era chiamato per riparare una “Vuttera” sapeva già dove mettere le mani, si perché la Vuttera ovvero il foro nel canale (tegola) lo aveva preparato lui e tappato con un po’ di gesso, alle prime acque il gesso si scioglieva e penetrava l’acqua nel soffitto.(la Vuttera).
Il Mastro Muratore tappava il foro del canale con il gesso e lo spostava in un'altra parte del tetto in attesa della prossima pioggia. Un giorno è stato chiamato per riparare l’ennesima  e benedetta “Vuttera”  ma il Mastro muratore stava male ed allora mandò per la riparazione il figlio. Il ragazzo appena visionò il tetto e si accorse che c’era una tegola forata si meravigliò e si chiese come mai il padre non se ne fosse accorto prima. Tolse la tegola forata, la sostituì ed il problema si risolse definitivamente, per il proprietario ovviamente. Al ritorno a casa il ragazzo raccontò il tutto al padre e quando questi apprese che il figlio aveva tolto il canale forato esclamò: “Scimunitu, finisti di mangiari pisci”.  

Racalmuto,lì 26.05.2012
                                                                                                Ignazio Scimè

Stampa il post

5 commenti:

  1. Hai detto bene, ciò che è abbandonato, dà l'autorizzazione ad essere distrutto. E dire che con le strutture, lo sport, si potrebbero impegnare e recuperare tanti giovani. Signori Commissari, le leggete queste cose? E se si che aspettate?

    RispondiElimina
  2. Insegnare ai giovani la lealtà e i giusti comportamenti. La scuola, i genitori, la Chiesa. Bisogna seminare per tempo e bene, per raccogliere domani.
    Giovanni

    RispondiElimina
  3. Bello l'articolo Ignazio. Ma non si dice Guttera e non Vuttera?
    Che rabbia non conoscere le lingue!

    RispondiElimina
  4. Non capirò mai il gusto di sfasciare le cose pubbliche che, a pensarci, sono anche,soprattutto nostre. Questa è cattiva educazione da ricercare nella società in cui i vandali sono integrati.
    Luigi

    RispondiElimina
  5. Ignazio Scimè28 maggio 2012 23:35

    O "Guttera" o "Vuttera" il Mastro Muratore resta un furbo che come tutti i furbi sono fregati dalla lealtà, in questo caso dalla lealtà e dalla correttezza del figlio. Ritengo,in fine, che la furbizia è un vizio dell'intelligenza e non la sua accentuazione. Basta vedere che fine hanno fatto alcuni politici nostrani o che fine si apprestano a fare.
    Cordialità Ignazio Scimè

    RispondiElimina