domenica 6 maggio 2012

NON SE NE PUO’ PIU’


Leggo, in questi giorni, iniziative di alcuni personaggi, anche rappresentativi la scena politica, sociale del paese, che rivolgendosi ai commissari prefettizi, vorrebbero instaurare dialoghi propositivi per confronti, suggerimenti e quant’altro per il bene del paese.
Sono proposte interessanti, che denotano la voglia di uscire fuori da una crisi  culturale, sociale, politica, strutturale, economica che attanaglia il paese, ormai da diverso tempo.
Se dovessi scrivere lettere anche io, rivolgendomi ai tre commissari, consiglierei loro di andare tra la gente, entrare in un bar, prendere un caffè, visitare i vari circoli, dei salinari, dei zolfatai, dei "ddo'", stringere la mano alle persone, ascoltarle, capire. Si accorgerebbero che la gente, la maggior parte, ha voglia di legalità e noterebbero quanto ci sia di generoso e affabile e positivo nell’animo dei racalmutesi. Mi auguro che facciano questo, per amministrare senza pregiudizio alcuno.
Parlerei loro, anche, delle prospettive potenziali del paese, degli aspetti che possono essere sfruttati, ampliati per la crescita economica e sociale di Racalmuto.
Mostrerei, insomma, anche un’altra faccia del paese e non solo la maschera che ormai, aprendo qualunque giornale, scorrendo qualunque pagina su internet , si legge su Racalmuto: “paese della mafia, paese della politica sbagliata”.E’ bene ricordare qui il significato di "politica":  é l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Non certo, quindi, lotta tra partiti o, peggio, tra fazioni di uno stesso partito.Non certo, quindi, solo tante, troppe parole alle quali segue il nulla. Questo è il momento in cui, a Racalmuto, le forze politiche o meglio quelle intellettuali, dovrebbero coalizzarsi per il bene comune.
Certo è che non bisogna essere omertosi e non parlare delle piaghe che affliggono la comunità;  il problema c’è , va sviscerato e va trovata la soluzione.
Ma i racalmutesi, non ne possono più di leggere sempre e dovunque di Racalmuto mafia, di Racalmuto politica sbagliata.
C’è un altro  versante della montagna, che può essere evidenziato non tralasciando tutti i problemi gravi che ci attanagliano.
Vivo a Milano, ho chiesto ad amici, conoscenti, di Racalmuto. Le risposte, per lo più, sono state: paese del comune sciolto per mafia, paese della mafia. Pochi, ormai, quelli che dicono, paese del sale, di Sciascia, della ragione (quanto vicina o tanto lontana?) .
Racalmuto non vuole etichette infamanti. I racalmutesi, persone oneste, alcune delle quali si spezzano la schiena per portare a casa un misero stipendio, onestamente però, non possono e non devono essere accomunati al marcio.
Parliamo, quindi, anche di altro, di tutto ciò che di positivo c’è e si può fare a Racalmuto. Che si parli, ovunque, come questo paese abbia intrapreso la strada della rinascita e abbia voglia di muovere i primi passi verso la legalità, la crescita.

Racalmutese Fiero


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5 commenti:

  1. La voglia di aprire una finestra, guardare fuori...un prato fiorito, una giornata di sole.Non c'è solo il brutto, c'è anche il bello.
    Grazie
    Antonella

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  2. le tue parole sono sacrosante, i commissari faranno quello che possono, in primis cercheranno di ripristinare la legalità dove si era persa. Ma serve uno scatto di orgoglio da parte degli "onesti racalmutesi", quelli che hanno visto una politica sbandata e non hanno detto/fatto nulla per non sporcarsi. Per sperare in un futuro diverso, nuovo, bello, produttivo, ci vogliono uomini diversi, nuovi, motivati, intelligenti e soprattutto ONESTI ... molte sono state le soverchierie dei politici di questo paese.

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    1. Caro Sergio, il senso del mio discorso era, anche, un altro.Non si può esportare solo l'immagine di un paese mafioso, con politica "inquinata". Facciamo del male a Racalmuto. Si deve, certo, parlare del problema, perchè non facendolo si rischia, non di eliminarlo ma di tenerlo celato e vivo.Racalmuto, per risorgere, ha bisogno anche di...rifarsi la faccia, per incrementare il turismo ed eventuali investimenti provenienti da fuori zona.Così facendo, tutto ciò non si avrà. Racalmuto ha bisogno, è vero, come dici tu, di facce nuove, ma di gente capace e non persone che adesso, anche con i commissari, parlano e parlano per mettersi in mostra e per continuare a fare....nulla. Racalmuto ha bisogno di gente diversa, capace di governare un paese, una comunità, capace di risolvere i problemi.Gente preparata. Non è facile, caro Sergio, amministrare un paese, non lo si fa solo a parole. Occorre l'impegno da subito, fare e non solo parlare. Io, fino ad ora, tutto questo, a Racalmuto, non l'ho visto. E non ho individuato nemmeno, tra le persone che si sono proposte, si propongono, personaggi capaci di operare, da amministratori, con competenza, fermezza e capacità. E' vero, occorre gente nuova, aria nuova. Ma non riesco ad intravedere, continuando così, un futuro per il paese.La mia paura è che tra diciotto mesi, a commissari partiti, tutto ritorni come prima, se non peggio di prima.Visto che qualcuno,uscendone indenne, potrà fregiarsi della "purezza" di intenti e di azioni.Pensiamo, quindi a risollevare le sorti del paese, parlandone anche bene, alimentando la speranza nei giovani e non sfruttiamo solo e sempre il filone mafia/politica. Racalmuto è anche altro. Grazie per il tuo commento.
      Un abbraccio
      Salvatore Alfano (Racalmutese Fiero)

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  3. Un Amico di Regalpetra6 maggio 2012 21:44

    Caro Racalmutese fiero,hai pienanmente ragione, mi ha sempre fatto star male
    sentire "politici" o leggere giornali,dove tanti giornalisti, si ricordano di Racalmuto, solo nei momenti di cronaca nera. Lo trovo sbagliato e terribilmente ingiusto nei confronti di un paese e di tantissimi Racalmutesi onesti.
    Le persone hanno diritto ad essere informate, ma oggi i mezzi di comunicazione riducono tutto solo a far conoscere la cronaca nera.

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    1. Caro Amico di Regalpetra, hai centrato il problema. Parlare di mafia a Racalmuto, vuol dire ricordare il paese, non importa il male che si produce. Se non si parla di mafia, non c'è nulla di cui val la pena parlare e non c'è motivo di recarsi in paese, di ricordarsi del paese. Parliamo di mafia anche se, in alcuni casi, potrebbe trattarsi di depressione, di disagio, di mancanza di lavoro e di risorse economiche ridotte al di sotto del minimo. E, quindi, se non c'è proprio da parlare di marcio, inventiamolo. Tanto ci si rivede l'estate a raccogliere consensi, applausi e a ostentare uno status raggiunto. Cosa vuoi che ne capiamo noi poveri paesani!
      Racalmutese Fiero

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