domenica 22 aprile 2012

DON LUIGI FANTAUZZO (ZAMMITU)

ZAMMITO :  Zammito è ben presente in Sicilia ad Aragona nell'agrigentino ed a Palermo, Valledolmo, Termini Imerese e Carini nel palermitano, potrebbero essere di origine maltese e derivare da un soprannome per compagno del cuore, ma non si può escludere una derivazione dal nome ebraico Zaham.

E proprio “Compagno del Cuore” si addice a don Luigi Fantauzzo, una figura autenticamente racalmutese che mi piace ricordare.

Il suo aspetto era vagamente “hitchcockiano”, dai movimenti lenti, misurati, gli occhi piccoli, chiari,dallo sguardo sfuggente denotava, però, un animo mite.Naso piccolo, una corona di capelli bianchi sulla nuca e ai lati del capo, basso di statura, robusto, pancia prominente.

Stava dietro un bancone di legno, nella sua bottega posta in via Garibaldi, dove si accedeva superando un gradino in pietra. La porta, grigia, di legno, con il buco per una chiave di ferro , adesso antica, che apriva una serratura indistruttibile. Alle sue spalle, leggermente in disparte, stava la moglie (non ne ricordo il nome).Don Luigi portava sempre un camice grigio .La bottega era illuminata dalla luce che proveniva dall’ampia porta. Facevano bella mostra, dietro al bancone,enormi  forme di mortadella e grandi “pezze di n’cannistratu”. Erano le cose più buone che avessi mai assaggiato. Non so se, bambino, vedessi io le pezzature grandi o fosse perché, piccolino, mi apparivano così.

Quando si entrava nella bottega di don Luigi, venivi investito da un profumo che percorreva il naso, arrivando alla pancia, fino a risalire alla gola e che ti faceva quasi percepire il sapore di quello che, a breve, avresti addentato.

La mattina, mia nonna mi dava qualche soldo ed io deciso, indirizzavo i miei passi verso “Zammitu”.Prima tappa, il panificio di Totò  Baiamonte  posto nella piazzetta tra il negozio di  Agrò e all’angolo, la tabaccheria di Giugiu Cavaleri. Acquistavo il pane caldo e quasi mi precipitavo da don Luigi.

Fatta la mia richiesta, aspettavo che “Zammitu”, con movimenti lenti e rigorosamente con un grande coltello, affettasse la mortadella e la disponesse, insieme a “lu n’cannistratu” tra il pane caldo.Durante queste lunghe manovre e con la costante presenza della moglie, don Luigi cominciava a snocciolare le domande: “ Tu cu si? A cu appartieni?, cuomu ti chiami? di cu si figliu? Unni sta?” Diligentemente rispondevo a tutto, per nulla infastidito ma i miei occhi rimanevano fissi sulla mortadella e su quel pane che, presto, avrei divorato più per gola che per vera fame. Qualche spicciolo messo nella sua mano, sempre pochi rispetto  a quanto ricevuto e finalmente, dopo aver salutato ed essere uscito, potevo gustare quanto desiderato.

Don luigi Fantauzzo,“Zammitu”, se n’è andato  il 2 giugno del 1995 all’età  di  94  anni.

Mi piaceva ricordarlo.

Ovunque tu sia, don Luigi, grazie per avermi regalato la mortadella più buona che io ricordi, il miglior “n’cannistratu” e la dolcezza con cui condivi il tutto.

Racalmutese Fiero
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8 commenti:

  1. Un Amico di Regalpetra22 aprile 2012 14:51

    Bellissimo, ricordo,sembra di rivivere quei momenti, dall'entrata nella bottega e nel momento in cui u zi Luigi appoggiava la forma del formaggio, tra il bancone e la sua pancia e tagliava un pezzo oleoso di formaggio e poi si puliva le mani e il coltello sempre nello stesso straccio.
    Complimenti!

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  2. Un Amico di Regalpetra22 aprile 2012 23:18

    Caro Racalmutese Fiero, l'altro giorno,ci siamo incontrati a Racalmuto e scambiandoci un saluto,mi hai chiesto di inviare qualche commento al tuo blog,
    Premetto che ho inviato molti commenti.
    Oggi,leggendo un vecchio libro sulle tradizioni e storia di Racalmuto (premetto che non sono uno storico e nemmeno lo millanto,sono solo una persona che ama la storia e le tradizioni del suo paese),voglio inviarti per pubblicarla, la preghiera "Atto di Consagrazione" letta su questo libro intitolato "Memorie Storiche intorno alla Madonna del Monte in Racalmuto".
    ATTO DI CONSAGRAZIONE
    "O Vergine Santissima del Monte che hai voluto
    mettere benignamente la tua dimora in mezzo al
    popolo di Racalmuto e in tutte le ore della sua
    storia lo hai tenuto sempre sotto il tuo valido
    patrocinio materno, ricordando la tua solenne
    incoronazione, del 12 giugno 1938, il tuo popolo
    grato e devoto rinnova il suo giuramento
    di fedeltà e di tenerezza filiale,si consagra tutto
    a te in grande plebiscito di amore e ti proclama
    sua Celeste Regina,confida sempre nella assistenza
    e nella tua amorevole protezione, spera in tutte le
    manifestazioni della sua vita di rendere gloria a
    Te e al Tuo Divino Figlio".Così sia.

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  3. ... un post stupendo, una descrizione precisa. Nelle tue righe sentivo quel profumo che usciva "di la putia di lu zi Zammitu". Quei luoghi sono i miei luoghi d'infanzia, un tempo buona parte delle attività commerciali partivano dall'incrocio di via Garibaldi con la via Asaro e si allungavano verso la via Baronessa Tulumello, sino ad arrivare vicino casa mia. Grazie, Racalmutese Fiero.
    Ti chiedo se posso pubblicare qst post sul blog Regalpetra libera.

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  4. La moglie di lu zì Luigi Zammitu (da noi in famiglia affettuosamente chiamato anche lu zì Luigi Panza) era la zà Nicaredda. Sapori di tempi che furono e tempi nei quali,malgrado le carenze igieniche, stavamo tutti meglio! Grazie per la precisa foto di uno dei tanti personaggi della nostra infanzia.

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  5. Candido Munafò23 aprile 2012 15:19

    la poesia di una mafalda fresca comprata nel forno Baiamonte imbottita con la mortadella e il provolone di "lu zi Luigi" è qualcosa che ormai si può solo raccontare. Non sono un nostalgico dei tempi passati, tanto meno rimpiango la mia giovinezza, ma se oggi continuo a provare ancora qualcosa per Racalmuto è grazie a questi ricordi. Grazie per la bellissima descrizione: ha fatto rivivere Lu zì Luigi, non solo generoso salumiere, ma anche ex musicista appassionato di bande musicali!

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  6. indimenticabile ,la scena del coltello che affetta e la gatta che gli gironzola sulla spalla,pacatamente lui usava dirle vattinni.

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  7. Bello questo articolo di Racalmutese fiero.Ricordo con immenso piacere quando, da bambino, entravo "ni la putia di lu zi Luigi Zammito". Mi sembra di sentire ancora l'odore di quella mortadella, del formaggio stagionato. Che poesia...!

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  8. Il ricordo di lu zi Luigi che porgendo il formaggio da fare assaggiare alle Donne formose e che le sfiorava per qualuno è indimenticabile!!!!!!

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