lunedì 2 luglio 2012

Lunedì del Monte: aspettando la Festa


Facendo seguito ai post delle tre date sparse 5, 25 e 27 giugno, torcendo la coniugazione dall’originaria seconda alla terza persona, il blog, come dice il poeta, “tace”, mette volontariamente da parte “parole umane” più o meno urgenti e necessarie, per dedicare tempo alla meditazione, di cui tutti in questo smarrito presente, affollato di ciarlieri e non sempre sereni e leali pensieri, abbiamo bisogno;  una sorta di triduo laico alla Madonna tramite il quale rinfrancare lo spirito e lo stato d’animo per poter riprendere ciascuno il proprio cammino dopo avere udito, come dice sempre il poeta, “parole nuove”: non quelle “umane” da noi dette sulla Madonna, non quelle semplicemente naturali “che parlano gocciole e foglie lontane”, ma quelle di cui Lei vorrà farci dono nella più segreta interiorità.

I testi sulla Madonna e la Festa del Monte che verranno pubblicati in questa settimana sul blog sono tratti dalla relazione  di Piero Carbone, La Madonna del Monte nei riferimenti testuali. Testi di vario genere sulla Madonna del Monte di Racalmuto e di alcuni caratteri di essi, letta in occasione del Convegno di studi “Maria SS. del Monte. Leggenda, storia, fede religiosa, tradizione popolare, folklore”  organizzato dal Comitato dei festeggiamenti, il Comune di Racalmuto e la Fondazione  “L. Sciascia”, tenutosi sabato 5 luglio 2003 nei locali della stessa Fondazione.

In occasione del V centenario della presenza della statua della Madonna del Monte a Racalmuto,
il convegno aveva lo scopo di fare il punto su quanto fin’allora era stato prodotto intorno al culto della Madonna del Monte ma anche quello di analizzarlo nei suoi molteplici aspetti da diverse prospettive metodologiche e disciplinari: da quella antropologica a quella storico-artistica a quella teologica. Per l’occasione sono stati invitati a vario titolo specialisti e cultori di storia  locale, laici e uomini di chiesa.
In particolare, l’autorevole presenza e il magistrale intervento di mons. Cataldo Naro, nella duplice veste di arcivescovo di Monreale e di studioso riconosciuto, hanno conferito al convegno solennità e prestigio; in attesa della pubblicazione degli Atti, il suo intervento “Dimensione del culto mariano in Sicilia” è stato pubblicato sul n. 2, maggio 2010, della Rivista quadrimestrale di letteratura e teologia, diretta da Enzo Di Natali, “Oltre il muro”.

La Confidenza del sacerdote Montagna

Nel suo Saggio storico-apologetico sulla vera patria del celebre medico D. Marc’Antonio Alaimo di Racalmuto, pubblicato a Napoli nel 1852, si legge che Racalmuto è “patria fortunata di sublimi ingegni” e si trovano i nomi, oltre quelli del D’Asaro e dell’Alaimo stesso, di “D. Francesco Curto, e D. Elia Lauricella di vasta e canonica letteratura”, il sacerdote Giovanni Scibetta “per suo Giornale Clinico del Tifo Peticchiale” e  il sacerdote Gaetano Leonardo Montagna autore de La Confidenza in Dio e Maria SS. Sotto il titolo del Monte.
Quest’opera, finora poco conosciuta e frequentata, pochissimo o punto menzionata dagli storici locali,  pubblicata a Roma nel 1814, è sottotitolata Ferventi preghiere disposte coll’ordine delle litanie lauretane, coll’officio di detta Beata Vergine / A cui la Santità di N.S. Pio Papa VII. Concede le stesse indulgenze dell’Officio Parvo: Con alcuni Inni, e Canzoncine.
Dopo un secolare oblio ci sembra veramente una buona occasione quella di riportarla alla luce nella solenne ricorrenza che Racalmuto sta in questi giorni celebrando.
Essa è divisa in cinque parti:
la prima parte contiene diciassette “Soliloqui” (dei quali i primi dieci contengono considerazioni cristologiche e trinitarie, i rimanenti sono invocazioni alla Madre di Dio);“
la seconda parte contiene l’”Officio della B. Vergine” che si conclude con ben trentasette appellativi diversi della Madonna intorno all’analogia Maria – Monte (“Mons gratiarum”,  “Mons dignitatis”“Mons admirabilis”, “Mons magnae spei”, “Mons Pietatis”, “Mons firmae fidei”, “Mons Salvatoris”,  “Mons Salutis omnium” etc.);
la terza parte contiene una “Coronella” e “Le Cinque Grandezze”;
la quarta parte contiene le “Cinque Offerte”;
la quinta parte riporta la “canzoncina a Maria Santissima Stampata in un librettino composta dal M.R.P: Gaetano Maria da Racalmuto Min. Osservante
            Il canonico Montagna non sente alcun bisogno di riferirsi al grumo leggendario della venuta miracolosa della Madonna del Monte a Racalmuto né tanto meno di giustificarlo storicamente  per invogliare alla devozione mariana, anche perché  quel Monte non è da intendersi in senso geografico ovvero orografico, è piuttosto un titolo, una categoria teologica che attiene alla Madre di Dio. Il titolo del Monte egli lo vuole fondare, sì, ma nelle Sacre Scritture. Così si rivolge al lettore: “...di Maria ti parlo, Recalmutese, anima qualunque divota, che la veneri con quel degnissimo titolo del Monte. Sì fuggene a Maria, vieni, saliamo al monte del Signore, alla casa del Dio di Giacobbe (Isa. 11.6) vieni, e vedi l'opere del Signore quali prodiggii ha fatto sulla terra, eccoti un monte, che per la sua fortezza conturba i monti di vanità, di fasto, di superbia (Psal.45.3.) Vieni salisci meco a questo monte di mirra, e incenzo (Isaia 2.) [...] Chi ritrova Maria, ritrova la vita, ed avrà la salute dal Signore: ella è quel monte di Sionne, e Gerusalemme, in cui è la salvazione (Isa.33.) perché tutte le grazie ci provengono da Maria. Essa quel monte in cui Iddio pose le sue magnificenze, poichè ricca della pienezza della grazia; perchè Madre di Dio, e per tale dignità Maria si deve amare, venerare, invocare con gran fiducia, come Madre di grandissima misericordia”.
            Maria ascende al monte del Signore e protegge l’uomo nel bosco della vita additandogli la dritta via, “il dritto calle”, per uscire dalla valle in cui altrimenti si sarebbe irrimediabilmente smarrito fino a perdersi. Con queste e altre immagini, gravide di sensi e rimandi teologici, il sacerdote Montagna esprime la sua mariologia, non disdegnando di ricorrere al linguaggio dei versi come nel seguente componimento riportato nella sua Confidenza:

Canzoncina a Maria Santissima
Stampata in un librettino composta dal M.R.P.
Gaetano Maria da Racalmuto
Min. Osservante.
***

Vergine Santa, e pia
Immaculata, e pura
Fa l’alma mia sicura
in questo bosco.
Vergine io non conosco
Poterne uscir giammai,
Se mani non mi dai,
E non mi ajuti.
Se tu non mi rifiuti
Refugio d’ogni gente,
Sempre sarò vincente
In ogni guerra.
Per te si chiude, e serra
La rea porta infernale,
Per te s’ascende, e sale
In Paradiso.
Vergine il tuo bel viso
Piacque tanto al Signore,
Ch’assolve al peccatore
Ogni peccato.
Vergine io ho chiamato
Il tuo divino ajuto,
Perchè io son perduto
In questa valle.
Mostrami il dritto calle
D’uscirne, ed’ aver posa
Madre figliuola,  e sposa
Dell’eterno.
Io soggetto al cieco averno
In questa fragil varca,
Però o nobil arca
A te m’inchino.
Fa grazia a me meschino,
Ch’io possa in Paradiso
Coi santi stare in riso
In carità.
Vergine abbii pietà
D’ogni mio gran peccato
E fa ch’io sii salvato
O Madre santa.
Per te la Chiesa canta:
Salus es infirmorum,
Refugium peccatorum,
O Mater Dei.
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5 commenti:

  1. La foto è ricavata da un "santino" degli anni '30, gentilmente messo a disposizione dall'ingegnere Angelo Cutaia, che ringraziamo vivamente per la cortesia.

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  2. Pienamente d'accordo. C'è un tempo per ogni cosa; questo è il tempo, per i credenti, della riflessione e della preghiera.
    Grazie e complimenti
    Mariella

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  3. Una bellissima introduzione che esalta un momento intimamente religioso.
    Franca

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  4. Bellissima l'immaginetta. Ricorda tempi lontani e semplici, quando, forse, anche la devozione alla Madonna era più sentita e partecipativa. Oggi è ridotta ad una disquisizione sui cavalli.
    Calogero

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  5. Una festa che si pone oltre i confini religiosi, toccando le menti e le coscienze anche di chi non crede.
    Filippo

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