sabato 5 gennaio 2013

L’ARTE DELLA CALUNNIA E DELLA PROVOCAZIONE


Con enorme piacere ho pubblicato i commenti del sig Guagliano e di un altro Anonimo, il cui anonimato, essendo il suo commento offensivo, non solo alla mia persona, ma contrario a quanto scrivo, non disturba certo il sig Guagliano.

Dall’analisi dei contenuti si evince chiaramente che per alcuni – non generalizzo certo, poiché sono sicuro che la maggior parte dei racalmutesi è rappresentata da persone intellettualmente integre -  quello che scrivono, contrario, a volte, a quanto affermano a parole, portano avanti con esasperato accanimento, DEVE rappresentare la VERITA’ ASSOLUTA, mai contestabile. Nessun contraddittorio, quindi, nessun dialogo, ma solo ed esclusivamente l’accettazione supina di proclami, demagogie, populismi parole, parole e parole, non confortate, ancora da nessun fatto concreto.

Aver imparato che si bussa, che si rispettano gli altri e le loro idee, che si è disposti a mettere in discussione il proprio operato, che la critica deve servire a migliorare, a fare esame di coscienza e analizzare dove, quando e come ci sono stati degli errori e come fare per migliorarsi, serve ad elevare l’uomo a persona coerente, competente e non arrogante e certa di non essere mai in errore, sicura che i suoi comportamenti siano le migliori forme del buon agire . Pescare poi in acque trasparenti e cercare a tutti i costi il torbido, rappresenta quello che il sottoscritto, in questo blog, ha sempre condannato: la calunnia e la forma più prepotente per affermare i propri interessi, espressione di quanti vogliono dire: “ Io faccio quello che voglio, come voglio, quando voglio e nessuno deve criticare perché nessuno e niente deve frapporsi tra me e i miei futuri disegni”.

Il sig Guagliano ha pensato, con tronfia presunzione, di aver colpito, lanciando chiari messaggi che vogliono indurre al silenzio e non alla critica costruttiva. Critica esclusivamente i commenti, anonimi, alla sua creatura, l’Art. 1, forse pensando anche, con presunzione assoluta, che provengano tutti da questo blog o da un’unica fonte. Non è disposto a mettere in discussione NULLA di ciò che fa, niente di ogni suo comportamento. Non è disposto, insomma, a fare una sana e costruttiva autocritica. Lamenta attacchi alla sua persona o alla sua creatura, quando attacchi e misere calunnie vengono destinate al sottoscritto, alle persone vicine e al sito che dirige. Con arroganza pensa di essere l’unico ad adoperarsi per il bene di Racalmuto e accusa ogni pensiero contrario di fare tanto male a questo paese.

In tutto questo trova facili alleati in quanti si arrogano l’esclusività di essere i veri detentori dell’arte e della cultura e che si pongono quindi come esempio cristallino per tanti giovani, futuri uomini e dirigenti del domani, tranne poi  cadere in "cortilate piazzaiole", sintomo di una chiara  frustrazione  personale. Personaggi che erroneamente sono convinti che ogni individuo, contrario al nostro pensiero, debba essere nemico da evitare e mai avversario col quale confrontarsi. Esseri che vogliono far sentire solo la loro campana, evitando che ci si possa fare un convincimento proprio, ascoltando i rintocchi dell’altra campana.

Di tutto ciò non mi curo, mi dispiace solo quando per tacitare voci diverse, mai distruttive, ma consigliere di buoni propositi (e questo al sig Guagliano dovrebbe risultare), si infangano i buoni sentimenti e le persone care che nulla hanno a che fare con ogni vicenda di cortile. Complimenti anche a lei, sig Guagliano, dimostra che la sua calma ha dei limiti e che essere contraddetto è qualcosa che la infastidisce notevolmente. Cercherò, se riesco,  a fare finta di non vedere e a pensare che lei sia “L’UNICA FORZA DEL NUOVO DI QUESTO PAESE. L’ UNICA ALTERNATIVA DI BUON GOVERNO”. Se questi sono i presupposti…..!

Racalmutese Fiero
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4 commenti:

  1. Caro Racalmutese fiero, non se la prenda, non faccia il loro gioco. Cercano di indurlo in una polemica sterile e "sguaiata" al fine di annullare ciò che di positivo Lei stà facendo per questo paese. Quando si critica chi, con garbo e delicatezza, scrive nel Suo blog, beh allora vuol dire che si vuole solo cagnara o tagaria come dicono a Favara.
    Caro Racalmutese fiero sia indifferente a queste accuse e si ricordi che "lu gattu ca nun pò arrivari a la saimi dici ca è agra"
    Cordialmente
    Ducezio

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  2. povero Guagliano l'arroganza e una brutta consigliera...
    Anonimo e ne sono fiero

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  3. Candido Munafò7 gennaio 2013 20:06

    Ricordo che nella mia infanzia amavo andare a trovare una mia nonna perchè abitava nella classica "vaneddra" dove i ragazzini potevano giocare indisturbati, ma ahimè, le "vaneddre" presentavano un'inconveniente: erano popolate da qualche "vaniddrara", che passava la giornata aspettando il pretesto per iniziare lunghe litanie ad alta voce che non risparmiavano nessuno, dal ragazzino che osò sfiorare con la palla la sua porta, fino ad arrivare agli antenati più lontani del medesimo. Qualche volta mi capitò di imbattermi in qualcuna di queste professioniste della calunnia e mi stupiva sempre l'atteggiamento di mia nonna, che sentendo le urla, mi veniva a prendere silenziosamente e chiedendo scusa alla signora, silenziosamente mi trascinava dentro casa. A me l'atteggiamento remissivo di mia nonna dava fastidio, perchè spesso l'ira di queste signore era immotivata, non avendo recato loro alcun disturbo, ed avrei preferito che prendesse le mie difese utilizzando magari gli stessi toni; ma mia nonna saggiamente mi diceva che "a mintisi cu li vaniddrara si perdi sempri, picchì iu mi stancu di parlari, nun ci sugnu abbituata, mentri iddri fannu chistu di mestieri". In realtà mia nonna aveva capito tutto perchè, dopo un quarto d'ora anche la vaniddrara non vendendo davanti a se interlocutori si stancava di gridare, rientrava nella sua casa e la pace ed il silenzio ritornava nella "vaneddra" di una Racalmuto che non esiste più.

    Cordialmente

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